Sulla compensazione il Regolamento (UE) 2026/2202 conferma gli importi e scrive nero su bianco quello che finora decidevano i giudici. La regola delle 3 ore di ritardo, nata dalla sentenza Sturgeon della Corte di giustizia del 2009, entra nel testo. Lo stesso vale per il ritardo in pista, la coincidenza persa e un elenco preciso delle circostanze eccezionali. Le regole si applicano da ottobre 2027. Fino ad allora vale il Regolamento 261/2004 come lo conosciamo.
Quanto ti spetta
Il nuovo articolo 7 lascia gli importi dove sono:
- 250 euro per i viaggi fino a 1.500 km;
- 400 euro per tutti i viaggi all'interno dell'Unione oltre i 1.500 km, e per gli altri viaggi tra 1.500 e 3.500 km;
- 600 euro per tutti gli altri, cioè i voli oltre i 3.500 km da o verso Paesi fuori dall'Unione.
La distanza si misura in linea d'aria tra il primo aeroporto di partenza e la destinazione finale, anche se ci sono scali. Sui voli da 600 euro la compagnia può dimezzare la compensazione se arrivi con non più di 4 ore di ritardo. La compensazione si paga con bonifico; con altri mezzi, come un buono, solo se tu lo accetti in modo esplicito.
Il ritardo: contano le 3 ore all'arrivo
Hai diritto alla compensazione se arrivi alla destinazione finale con più di 3 ore di ritardo. Il ritardo si misura sull'orario di arrivo scritto sul biglietto al momento della prenotazione, e l'arrivo è il momento in cui l'aereo si ferma al parcheggio con i freni inseriti. Se la compagnia ha spostato l'orario almeno 14 giorni prima della partenza, conta il nuovo orario.
La compagnia deve avvisarti del ritardo appena possibile e al più tardi all'orario di partenza, darti aggiornamenti e spiegarti la causa. Quando il ritardo alla partenza arriva a 5 ore, deve offrirti il rimborso del biglietto.
La cancellazione
Anche un anticipo dell'orario di partenza di oltre un'ora conta come cancellazione. La compensazione non ti spetta se sei stato avvisato almeno 14 giorni prima, oppure se l'avviso arriva più tardi ma ti propongono un volo che parte al massimo un'ora prima e arriva meno di due ore dopo l'orario previsto. Spetta alla compagnia dimostrare quando ti ha avvisato.
Se l'aereo atterra in un altro aeroporto della stessa città o zona e la compagnia ti porta a quello previsto con non più di 3 ore di ritardo, non hai diritto a rimborso, riprotezione o compensazione come per una cancellazione. Questa eccezione non vale per i passeggeri con disabilità o con altre esigenze specifiche che non riescono a usare il trasporto alternativo, per esempio perché manca l'assistenza.
La coincidenza persa
Se perdi una coincidenza dello stesso biglietto per colpa del volo precedente, la compagnia di quel volo deve riproteggerti e assisterti. Se non riesce a farti ripartire entro 5 ore, deve offrirti anche il rimborso. La compensazione spetta se arrivi alla destinazione finale con più di 3 ore di ritardo rispetto all'orario originale. Con biglietti separati questi diritti sulla coincidenza non valgono, e chi te li vende deve dirtelo prima che paghi.
Il ritardo in pista
Il regolamento definisce il ritardo in pista: più di 30 minuti a bordo, a porte chiuse, prima del decollo o dopo l'atterraggio. In quel tempo la compagnia deve garantire riscaldamento o aria condizionata, l'uso gratuito dei bagni e, se non allunga l'attesa, acqua gratis. Deve anche dare attenzione ai passeggeri con esigenze specifiche, come neonati e persone con disabilità. Dopo 2 ore in un aeroporto dell'Unione l'aereo deve tornare al gate e farti scendere, salvo ragioni di sicurezza, immigrazione o controllo del traffico aereo.
Le circostanze eccezionali, finalmente in elenco
La compagnia non paga la compensazione solo se dimostra tre cose: che c'è stata una circostanza eccezionale, che ha causato direttamente il disservizio e che non si poteva evitare nemmeno prendendo tutte le misure ragionevoli. L'allegato al regolamento elenca, senza pretesa di completezza, le circostanze che contano. Tra queste:
- disastri naturali, maltempo incompatibile con la sicurezza del volo, guerre, gravi minacce sanitarie transfrontaliere;
- passeggeri molesti ed emergenze mediche a bordo o poco prima della partenza;
- sabotaggi, terrorismo, difetti di fabbricazione nascosti segnalati dal costruttore o da un'autorità;
- restrizioni del controllo del traffico aereo, chiusure dello spazio aereo, chiusure non programmate dell'aeroporto;
- scioperi di gestori aeroportuali, controllori di volo e servizi di terra che la compagnia non sceglie;
- scioperi del personale della compagnia, solo se nascono da richieste che può soddisfare soltanto un'autorità pubblica;
- danni all'aereo causati da terzi, animali od oggetti estranei, e pista contaminata.
Un normale guasto tecnico non è nell'elenco: ci sono solo i difetti nascosti, rivelati dal costruttore o da un'autorità competente. Non c'è nemmeno lo sciopero del personale per ragioni contrattuali. L'elenco però non è chiuso: la compagnia può invocare un evento diverso, ma deve spiegare perché lo considera eccezionale, e la valutazione si fa caso per caso. La Commissione rivedrà l'elenco ogni cinque anni.
Come si chiede, e i tempi
Entro 96 ore dalla fine del viaggio la compagnia deve mandarti, per via elettronica, l'informazione sul tuo diritto alla compensazione e le istruzioni per chiederla. Hai nove mesi dalla data del volo per fare la richiesta. La compagnia deve confermare subito di averla ricevuta e, entro 30 giorni, pagare oppure spiegarti per iscritto perché non paga. Se invoca una circostanza eccezionale, deve dire quale voce dell'elenco usa e spiegare il nesso con il tuo volo. Se non paga, puoi fare un reclamo: come e quando lo spiego nella pagina sui reclami e i bagagli.