Una multa presa con l'auto in un altro Paese dell'Unione europea può arrivare a casa anche mesi dopo. Lo prevede la direttiva (UE) 2015/413, che permette ai Paesi UE di scambiarsi i dati di immatricolazione dei veicoli per perseguire le principali infrazioni alla sicurezza stradale.
Quali infrazioni
Il testo originale della direttiva copre l'eccesso di velocità, il mancato uso della cintura, il passaggio con il rosso, la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe, il mancato uso del casco, l'uso di corsie vietate e l'uso illecito del telefono alla guida. La direttiva è stata poi modificata: il testo consolidato aggiornato al 19 gennaio 2025 è su EUR-Lex.
In che lingua arriva
La lettera di informazione deve essere nella lingua del documento di immatricolazione del veicolo, se disponibile, o in una delle lingue ufficiali del Paese di immatricolazione: per un'auto italiana, quindi, in italiano. Con il testo aggiornato, l'avviso e i documenti essenziali vanno inviati nella lingua del libretto, e su richiesta puoi riceverli in un'altra lingua ufficiale dell'UE. Se la traduzione prevista manca, lo Stato di immatricolazione può rifiutarsi di riconoscere la sanzione.
Con l'auto a noleggio
Il veicolo è intestato alla compagnia di noleggio: la multa arriva a lei, che comunica i dati di chi aveva l'auto. Controlla nel contratto le spese che la compagnia addebita per gestire la pratica.
Consigli
- Verifica che la lettera venga da un'autorità vera: diffida dei messaggi con link di pagamento (vedi gli avvisi dei gestori nella pagina sui siti non ufficiali delle vignette).
- Rispetta i limiti del Paese in cui guidi: cambiano molto fra Paesi e fra strade.
- In Francia anche il pedaggio non pagato sulle tratte senza caselli porta a una penale: leggi la pagina sul péage senza caselli.