Che cosa fa l'integrazione

L'integrazione Alexa Devices porta in Home Assistant i dispositivi Alexa collegati al tuo account Amazon: informazioni sui dispositivi e controllo delle funzioni principali. La documentazione elenca le famiglie supportate: Echo Auto, Echo Dot, Echo Flex, Echo Plus, Echo Show, Fire TV Stick, Fire Tablet, Air Quality Monitor e dispositivi di terze parti con Alexa integrato.

Una precisazione sul verso: qui Home Assistant vede gli Echo come dispositivi e li comanda. Non è l'integrazione che permette di comandare Home Assistant con la voce, cioè con Alexa come assistente: per quella si segue un'altra parte della documentazione.

Prima di aggiungerla: l'autenticazione a due fattori

È il punto su cui l'installazione si ferma più spesso. Secondo la documentazione, l'integrazione richiede la verifica in due passaggi con un'app di autenticazione (per esempio Microsoft Authenticator), e quell'app deve essere il metodo preferito. Non funziona con i codici via SMS. Nell'account Amazon si attiva da Login e sicurezza, Verifica in due passaggi, Metodi di backup, Aggiungi una nuova app.

Poi si aggiunge come le altre integrazioni: Impostazioni, Dispositivi e servizi, Aggiungi integrazione, «Alexa Devices». Servono l'email dell'account Amazon, la password e il codice temporaneo dell'app. Se il login fallisce con un errore di autenticazione, la documentazione consiglia di provare ad accedere al sito Amazon in una finestra privata del browser e verificare che chieda il codice dell'app.

Che cosa espone

  • Notifiche: per i dispositivi che lo supportano nascono due entità notify, Speak (legge il messaggio ad alta voce) e Announce (suona prima il segnale di notifica di Alexa e poi legge). Per farle parlare si usa l'azione notify.send_message puntando a una di queste entità.
  • Azioni: alexa_devices.send_text_command (invia un comando come se lo avessi detto a voce), send_info_skill (una skill informativa come data, meteo o barzelletta) e send_sound (riproduce uno dei suoni integrati).
  • Entità: pulsanti (eseguire routine, riavviare il dispositivo), lettore multimediale, selettore dello stato di Drop In, interruttore «Non disturbare» e liste (spesa, cose da fare e liste personalizzate).
  • Sensori: sveglie, timer e promemoria successivi, più temperatura, luminosità e connettività Wi-Fi e Bluetooth dove il dispositivo le espone; l'Air Quality Monitor ha anche particolato, monossido di carbonio, composti organici volatili e indice di qualità dell'aria.

I dati si aggiornano con un'interrogazione ogni cinque minuti per impostazione predefinita. Le liste, la cronologia delle interazioni vocali e lo stato del lettore e del volume arrivano invece subito.

L'integrazione espone anche le liste di Alexa (spesa, cose da fare e liste personalizzate). Se ti interessa la lista della spesa, guarda come uso invece Google Keep.

Limiti da conoscere

  • Limiti di richieste di Amazon. Con molti dispositivi possono comparire errori tipo «Too many requests» nel registro, e le notifiche a più dispositivi possono subire ritardi. La documentazione suggerisce di mandare le notifiche a un gruppo di altoparlanti creato in Alexa. Disattivare l'interrogazione periodica ferma gli errori ma anche l'aggiornamento di «Non disturbare», dei sensori e della connettività: voce, annunci e comandi testuali continuano a funzionare.
  • Promemoria. Se l'account è collegato a una famiglia Alexa (Household), i promemoria potrebbero non comparire nel sensore.
  • Amazon Giappone. Usa un meccanismo di accesso diverso che, secondo la documentazione, impedisce la configurazione.

La documentazione può cambiare con le versioni di Home Assistant: quello che leggi qui è quello che ho verificato il 30 settembre 2026. Prima di procedere rileggi la pagina ufficiale.

La mia scheda «Alexa»

La scheda si costruisce da sola, con lo stesso metodo delle altre di questa serie: uno script legge dal registro le entità con platform uguale a alexa_devices non disattivate, le raggruppa per dispositivo e stampa a video l'elenco completo prima di scrivere qualsiasi cosa. Se non ne trova, si ferma con il consiglio di controllare che l'integrazione sia configurata.

$alexaEnt = $entReg | Where-Object {
    $_.platform -eq 'alexa_devices' -and -not $_.disabled_by
}
if (-not $alexaEnt -or $alexaEnt.Count -eq 0) {
    throw "Nessuna entita con platform 'alexa_devices' trovata nel registro."
}
$byDevice = $alexaEnt | Group-Object device_id

Per ogni dispositivo la scheda ha una colonna: in alto il lettore multimediale, poi le altre entità, ognuna con un'icona scelta in base al dominio (sensor, binary_sensor, switch, select, number, button, remote, notify, update, todo). Ho anche cambiato l'icona dell'intestazione della scheda, da mdi:amazon-alexa a mdi:speaker-wireless, con un piccolo script di correzione.

Per ogni dispositivo che ha un'entità notify.* la scheda ha un pulsante «prova notifica», per verificare che l'altoparlante risponda senza aprire gli strumenti per sviluppatori. Lo aggiunge un secondo script, che rigenera la scheda da zero con lo stesso schema già verificato e, prima di toccare il file del dashboard, ne salva una copia con la data.

Se hai anche una TV con Android, la stessa idea è nella guida su Android TV Remote.