Il lungomare di Walvis Bay corre dritto sopra un argine di cemento, con l'oceano da un lato e i prati delle ville dall'altro. Ci arriviamo che il sole è già basso: le gru del porto, sulla sponda opposta della laguna, sono poco più che sagome nere contro il cielo dorato. Walvis Bay è il principale porto d'acqua profonda della Namibia, e si vede: le banchine di container occupano tutto l'orizzonte nord, mentre a sud la città si allunga in file di villette basse, palme e vialetti di pietra ancora tiepidi di sole.
Passiamo davanti a una fila di case dai colori decisi, rosso e giallo senape, con tetti a capanna e palme che sbattono nel vento della sera: sembrano più uno scorcio caraibico che una città sull'Atlantico namibiano. Parcheggiamo vicino al molo, con ancora una mezz'ora di luce buona prima che il sole tocchi l'acqua.
Un tramonto guardato da un molo di legno
Il sole scende dritto nell'oceano, arancione pieno, con una bandiera che sbatte controluce e la sagoma di una palma ritagliata contro il disco che scende. Lo guardiamo dal molo dell'Anchors Waterfront Restaurant, un edificio di legno turchese affacciato sull'acqua, con un cartello di indicazioni improvvisato piantato all'ingresso: Karibu, Namaste, Welkom, e le insegne di qualche attività vicina, tra cui quella di un noleggio kayak verso Pelican Point.
Ostriche gratinate, e una pagnotta all'aglio
Dentro, il menu è quello che ci si aspetta da un ristorante sul porto: pesce e frutti di mare freschi, arrivati la mattina stessa dai pescherecci ormeggiati poco più in là. Ordiniamo ostriche gratinate al forno, con un filo di formaggio fuso e la scorza dorata che si stacca appena tocca la forchetta, servite su un letto di lattuga con un quarto di limone e pomodoro a fette. Ad accompagnare, una pagnotta tagliata a metà, imburrata all'aglio e prezzemolo tritato, gratinata fino a farla scurire ai bordi: quella sì che vale l'ordine, anche da sola.
Una notte a Desert Dreams
Dormiamo al Desert Dreams Bed & Breakfast, un edificio bianco dalle linee morbide, quasi in stile pueblo, con un comignolo a torretta e un cartello scritto a mano appeso sopra l'ingresso ad arco. La sera prima il cielo era limpido fino all'ultima luce: la mattina dopo, quando usciamo in giardino tra le palme, trovo tutto avvolto in una nebbia fitta e grigia, la stessa che la corrente fredda del Benguela porta ogni notte su questo tratto di costa. È il primo segno di quello che ci aspetta nelle prossime ore, sulla laguna.