La sveglia suona che è ancora buio, verso le quattro e mezza, e il furgone di Pure Africa parte dal Victoria Falls Deluxe Suites mentre fuori non si vede altro che il cono di luce dei fari. Il confine con il Botswana, a Kazungula, si attraversa ancora al buio: la guida rallenta un paio di volte, spegne quasi i fari e accende una torcia potente puntata di lato, verso la boscaglia. Una iena attraversa la strada di corsa, poi, un chilometro più avanti, la torcia si ferma su qualcosa che nessuno, nemmeno la guida, si aspettava di vedere così presto: un leone bianco, sdraiato a pochi metri dall'asfalto, che solleva appena la testa nel fascio di luce rossa. Non capita quasi mai, dice la guida, ed è la prima volta anche per lei. Poco dopo, ancora due elefanti che attraversano la carreggiata, sagome enormi e silenziose illuminate di taglio.
Il game drive, tra bufali, facoceri e un branco di leonesse
Il sole sorge mentre siamo già dentro il Chobe National Park, e la luce arancione trasforma la savana secca in una distesa dorata. Il game drive comincia sul serio con la luce del giorno: una famiglia di babbuini che si muove tra i cespugli, un bufalo isolato che fissa il fuoristrada senza spostarsi di un passo, una coppia di facoceri che scava nel fango con il muso. Poco più avanti, all'ombra di un albero, un piccolo branco di leonesse dorme quasi in un mucchio, indifferente ai motori che si avvicinano: una alza la testa un attimo, ci guarda, e torna a chiudere gli occhi. Nelle ore successive si aggiungono giraffe che sbucano tra le acacie, un kudu maschio con le corna a spirale fermo sul bordo della pista, e più di un elefante, isolato o in piccoli gruppi, che strappa erba secca con la proboscide senza fretta. Tra un avvistamento e l'altro, anche gli uccelli: un carraca dal petto color lilla, aironi immobili sulle rive, un bucero fermo sulla sabbia.
Pranzo sotto il baobab del Cresta Mowana
Verso mezzogiorno e mezza il game drive si interrompe per il pranzo al Cresta Mowana Safari Resort, un lodge costruito letteralmente intorno a un baobab enorme, con il tronco che spunta tra le travi di legno della terrazza dove sono apparecchiati i tavoli. Si mangia all'aperto, con vista sul fiume Chobe che segna il confine con la Namibia, poco più in là. Dopo pranzo c'è tempo per un giro nella hall del resort, tra scalinate di legno scuro costruite intorno allo stesso baobab e un lampadario enorme sospeso sopra la reception, prima di tornare al pontile per la seconda parte della giornata.
La crociera del pomeriggio, tra ippopotami e branchi di elefanti
Il pomeriggio si passa sull'acqua, su una barca coperta che scivola lenta lungo il fiume Chobe. I coccodrilli sono ovunque, immobili sulle rive fangose o mezzi sommersi tra le canne, e a un certo punto un ippopotamo affiora giusto davanti alla prua, il tempo di uno scatto prima che torni sotto. Ma sono gli elefanti la vera sorpresa del pomeriggio: un intero branco scende fino alla riva per bere e attraversare il basso fondale, mentre due maschi restano più a lungo tra le canne, immersi fino al ventre, a strappare erba acquatica. Il sole scende dritto sul fiume proprio mentre la barca torna verso il pontile, e per un momento l'acqua, il cielo e i canneti si accendono tutti dello stesso arancione. Il giorno dopo si torna a Windhoek, in aereo: l'ultima tappa di un viaggio lungo due settimane.